La tregua tra Israele e Hezbollah torna a essere messa alla prova proprio mentre a Roma si svolgeva il settimo round di colloqui diretti tra Israele e Libano, mediati dagli Stati Uniti. L’esercito israeliano ha annunciato l’avvio di attacchi mirati nel Sud del Libano, sostenendo di aver reagito a una violazione del cessate il fuoco attribuita a Hezbollah. Poco dopo è arrivato un ordine di evacuazione per gli abitanti di al-Mansouri, località costiera della provincia di Tiro. Ma l’attacco più grave ha colpito Tibnin, nel distretto di Bint Jbeil. L’agenzia nazionale libanese ha riferito di una persona uccisa e di undici feriti, dopo che un ordigno ha colpito il tetto di uno spazio di preghiera all’interno di un cimitero. Il bilancio di circa dieci vittime circolato in precedenza sembra quindi riferirsi a episodi differenti o a precedenti raid nel Sud del Paese

La sequenza degli eventi ha avuto un effetto immediato sui negoziati. Ieri le riunioni sono terminate con alcune ore di anticipo. Un funzionario statunitense ha collegato la sospensione agli “eventi sul terreno”, mentre una fonte diplomatica israeliana ha indicato anche le fughe di notizie e quelle che Israele ha definito informazioni "fuorvianti" diffuse dalla delegazione libanese.