Riprendono oggi a Roma i negoziati tra Libano e Israele, con la mediazione degli Stati Uniti. Si tratta del settimo round di negoziati e il secondo di fila che si tiene nella capitale, dopo i primi cinque di Washington.
La nuova tornata di colloqui, della durata prevista di tre giorni, fa seguito agli incontri del 14 e 15 luglio e punta a consolidare i primi risultati ottenuti nelle cosiddette zone pilota nel sud del Libano.
Alla vigilia del vertice, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato con i capi delle due delegazioni, l’israeliano Yechiel Leiter e il libanese Simon Karam, invitandoli a proseguire il confronto con spirito costruttivo. «Roma è diventata la capitale della pace, del dialogo e del confronto», ha dichiarato il titolare della Farnesina, secondo cui la scelta della città come sede dei colloqui dimostra il lavoro svolto dal governo italiano per favorire una soluzione diplomatica. Tuttavia, il governo italiano non ha voce in capitolo e non parteciperà alle trattative. La sede dei colloqui, infatti, è ancora una volta l’ambasciata degli Stati Uniti a Roma.
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Uno dei nodi principali riguarda il progressivo ritiro dell’esercito israeliano dalle aree meridionali del Libano e il contemporaneo dispiegamento dell’esercito libanese. Beirut considera positivo il primo esperimento nelle zone di Froun-Srifa e Zawtar Occidentale e punta ora a estendere il meccanismo ad altre aree. Il principio negoziale è quello del “passo dopo passo”: a ogni avanzamento delle forze armate libanesi dovrebbe corrispondere un arretramento israeliano.












