A Roma, presso l’ambasciata americana - situata nella centralissima via Veneto - si stanno svolgendo, parallelamente ai negoziati in corso, attacchi da parte dell’Idf (Forze di difesa israeliane) che inopinatamente hanno intensificato le operazioni militari nel Sud del Libano, effettuando raid aerei nei territori di Tiro e Bint Jbeil ed emettendo, nel contempo, un nuovo ordine di evacuazione per il villaggio di Al Mansouri. Un attacco effettuato tramite droni è avvenuto anche nella zona di Tebnine, che ha causato almeno un morto e undici feriti accertati.
I colloqui tra Libano e Israele, ripresi nella mattinata di giovedì (ieri per chi legge) si erano conclusi con diverse ore di anticipo rispetto al programma, proprio mentre sul terreno libanese riprendeva l'escalation militare mirata a colpire la parte meridionale del Paese; nonostante ciò, anche nella seconda giornata di negoziati, le delegazioni diplomatiche, con la mediazione degli Usa, si sono riunite per un altro ciclo di consultazioni (il settimo).
Le notizie che arrivano dall’Ambasciata e diffuse dal Dipartimento di Stato statunitense, riportano che la sessione di ieri è stata sospesa in seguito agli "sviluppi sul campo" - riferiti ai massicci bombardamenti israeliani -, nonostante si fossero registrati nel corso della mattinata asseriti “progressi tecnici nell'attuazione dell'accordo quadro raggiunto il 26 giugno a Washington”.









