La tregua tiene a Beirut, ma la guerra continua nel resto del Libano. Mentre a Washington Israele e Libano discutono una possibile cessazione delle ostilità sotto la regia americana, nel sud del Paese si continua a morire sotto le bombe e migliaia di civili sono costretti ad abbandonare le proprie case. A confermare la distanza tra diplomazia e terreno è stato il capo di stato maggiore israeliano Eyal Zamir, secondo cui per l'esercito israeliano "non c'è cessate il fuoco in Libano". Israele, ha affermato, continuerà a sfruttare ogni opportunità per eliminare minacce contro civili e soldati israeliani. Se Hezbollah ha rivendicato un attacco contro una base militare nell'estremo nord di Israele, l'aviazione israeliana ha continuato a colpire il Libano. Secondo il ministero della Sanità libanese, nelle ultime 24 ore gli attacchi hanno provocato 48 morti e 97 feriti. In tre mesi di nuovo conflitto sono circa 3.500 le persone uccise da Israele in Libano. Intanto a Washington il segretario di Stato, Marco Rubio, ha detto di sperare che i colloqui in corso possano portare a una dichiarazione congiunta sulla cessazione delle ostilità.
Lo stesso Rubio ha sostenuto che gli Stati Uniti erano intervenuti nei giorni scorsi per evitare un'escalation attorno a Beirut, definendo Hezbollah "un nemico del Libano e del suo governo". Secondo fonti di stampa americane a Washington le parti non discutono però solo di una proroga di una tregua. I colloqui, affermano le fonti, puntano anche a un'intesa più ampia: fine dello stato di guerra, monopolio delle armi allo Stato libanese e nessun riconoscimento di zone cuscinetto israeliane. Ma i nodi da sciogliere rimangono quelli di sempre: ruolo dello Stato libanese sia di fronte a Hezbollah, parte del panorama politico e sociale del Paese, sia di fronte alla costante minaccia posta da Israele alla sicurezza del Libano. Sul terreno, raid di droni e bombardamenti hanno colpito località nei distretti di Nabatiye, Marjayoun, Bint Jbeil e Saida. Tra le vittime figurano anche civili, tra cui soccorritori, lavoratori agricoli sia siriani sia palestinesi. L'esercito libanese ha inoltre denunciato quello che ha definito il "deliberato" attacco israeliano contro uno dei suoi veicoli a Deir Zahrani. Nell'episodio sono rimasti feriti un ufficiale e un soldato. Nuovi ordini di sfollamento forzato emessi dall'esercito israeliano hanno provocato spostamenti di massa di civili dalla zona di Sidone, circa quaranta chilometri a sud di Beirut, verso la capitale e altre aree della costa settentrionale del paese.
















