Israele è tornato a colpire il sud del Libano nel pieno dei colloqui tra Beirut e Tel Aviv in corso a Roma con la mediazione degli Stati Uniti. E proprio «gli eventi sul terreno» hanno portato a una brusca sospensione anticipata della sessione dei negoziati nel primo pomeriggio di ieri. Secondo una fonte del Dipartimento di Stato americano citata da Axios, tuttavia, le discussioni «estremamente produttive» riprenderanno comunque questa mattina, come previsto. Uno strappo, dunque, ma non una vera rottura nei colloqui, ospitati ancora una volta dall'Italia dopo il primo round di luglio.
Nel corso della giornata il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sentito i negoziatori israeliani e libanesi, i mediatori americani e anche l'omologo iraniano Abbas Araghchi. Quest'ultimo, oltre a discutere dello Stretto di Hormuz, gli ha anticipato alcune delle proposte diplomatiche che Teheran intende avanzare sul dossier libanese, ha fatto sapere la Farnesina. Dal canto suo, Tajani ha sottolineato che «il ruolo dell'Iran è cruciale per fermare le azioni militari di Hezbollah» contro Israele e ha ribadito che «l'Italia continuerà a fare la propria parte per favorire il dialogo e la stabilità» nella regione.











