Il presidente Chelli ha preso sul serio i rilievi di Bonetti, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla crisi demografica, ma intanto l’Istituto nazonale di statistica prova a difendere la tesi della «conferma del persistente squilibrio» anche quando i numeri mostrano che qualcosa sta cambiandoÈ presto per dire che dal Mezzogiorno non si parte più. Ma qualcosa sta cambiando: nel 2025 il saldo migratorio del Sud nei confronti del Centro Nord è stato non solo inferiore a quello dell’anno precedente, ma minore di quello anomalo del 2020, l’anno del lockdown, registrando il valore meno negativo dal 2015. Eppure l’Istat, pur attenta a segnalare ogni variazione dei trend demografici, descrive il fenomeno come «conferma del persistente squilibrio negli scambi migratori interni a favore delleMarco EspositoNato a Napoli nel 1963, è giornalista dal 1985 e si occupa in particolare di economia e finanza pubblica. Dopo le esperienze a Milano Finanza, La Voce e La Repubblica, dal 2000 lavora al Mattino. Dal 2011 al 2013 è stato assessore alle Attività produttive del Comune di Napoli, è autore, tra gli altri, dei libri Chi paga la devolution? (2003) e Zero al Sud (2018).