Di: Radiogiornale - Gianluca Olgiati/YR La siccità, di cui si discute ormai da settimane, continua a mettere a dura prova anche il settore agricolo. Prati e campi sono secchi in molte regioni e numerosi allevatori sono già costretti a ricorrere alle riserve di foraggio destinate all’inverno per nutrire il bestiame. Per cercare di arginare la crescente penuria, le associazioni dei contadini dei cantoni di Zurigo e Sciaffusa hanno attivato una vera e propria borsa online del foraggio. Nelle prime ore di attività sono già comparsi i primi annunci: da chi cerca mais insilato a chi offre foraggio intercalare proveniente da quattro ettari di terreno.L’obiettivo è semplice: mettere in contatto chi ha bisogno di mangime e chi è in grado di produrlo o di metterne a disposizione una parte, spiega Ferdi Hodel, direttore dell’Associazione dei contadini zurighesi.Una risposta alla penuria di mangimiLe possibilità per aumentare la disponibilità di foraggio sono essenzialmente due. Le aziende con ampie superfici coltivate o con poco bestiame possono decidere di raccogliere il mais in anticipo e venderlo come foraggio, oppure produrne di nuovo seminando colture foraggere tra un raccolto e l’altro. Un’iniziativa che punta sulla solidarietà tra le famiglie contadine, ma che può anche rappresentare un’opportunità economica.Secondo Hodel, i prezzi per il foraggio ottenuto da questi terreni saranno probabilmente più elevati del normale. Sul sito della borsa, tuttavia, viene espressamente chiesto ai partecipanti di non approfittare della situazione e di evitare speculazioni legate all’emergenza.Scorte limitate in tutta la Svizzera e anche all’esteroUna piattaforma simile era già stata utilizzata in passato per favorire lo scambio di fieno tra cantoni con disponibilità eccedenti. Quest’anno, però, il problema è più esteso e le scorte sono limitate praticamente ovunque. Per questo motivo l’attenzione si concentra soprattutto sul cosiddetto foraggio autunnale.La domanda, osserva Hodel, è soprattutto dove reperire il foraggio necessario. La siccità ha infatti interessato anche importanti mercati tradizionali come Spagna, Francia e Germania, riducendo la disponibilità di prodotto anche oltreconfine. In mancanza di alternative, l’ultima opzione sarebbe quella di ridurre il numero di capi, portandoli al macello.Forte aumento delle macellazioni di bovini in giugno e luglioLa pressione sugli allevamenti si riflette anche nei dati dei macelli. Secondo le ultime cifre di Proviande, tra giugno e luglio in Svizzera le macellazioni di bovini sono aumentate del 15,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’incremento è particolarmente marcato per le vacche, salite del 32,9%, con quasi 7’000 capi in più avviati al macello. Tra le cause principali figurano proprio la siccità e la conseguente carenza di foraggio, oltre alle difficoltà che sta attraversando il mercato lattiero.