HomeCronacaMancia automatica al ristorante, cosa dice la legge? "Il silenzio del cliente non vale come consenso"Dopo il caso del "contributo volontario" da 50 euro comparso sul conto in un ristorante di Forte dei Marmi, il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, spiega quando un addebito è legittimo, quando può essere contestato e come comportarsiSorprese nel conto, l'esperto Massimo Dona spiega cosa fareRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 5 agosto 2026 – Una mancia inserita automaticamente nel conto può essere considerata legittima? E cosa può fare il cliente se se ne accorge solo dopo aver pagato? Dopo il caso del "contributo volontario" del 10%, pari a 50 euro, comparso sul conto di una cena in un ristorante di Forte dei Marmi e denunciato sui social dall'influencer Carlotta Roncarà, interviene Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, che chiarisce quali sono i diritti dei consumatori.
La mancia resta una scelta del cliente
Per definizione in Italia, spiega l’influencer, avvocato e difensore dei diritti dei consumatori, “è volontaria e discrezionale”. Non può quindi essere trasformata in un addebito automatico, né mascherata da altre voci (“contributo servizio”, “contributo volontario 10%” ecc.). Se il cliente non viene informato prima e non dà un consenso esplicito, quell’addebito resta illegittimo e sì può chiedere di farlo escludere dal conto.









