Firenze, 3 agosto 2026 – Una voce da quasi 50 euro aggiunta al conto con la dicitura "Contributo volontario 10%", senza che fosse stata comunicata prima. È quanto ha denunciato la content creator toscana Carlotta Roncarà, che, dopo una cena in un ristorante di un hotel di Forte dei Marmi, ha raccontato l'accaduto in un video diventato virale sui social.
La vicenda ha riacceso il dibattito su una domanda che molti consumatori si pongono: un ristorante può aggiungere automaticamente una mancia? E cosa si può fare quando sul conto compaiono voci inattese?
Federconsumatori: "La trasparenza dei prezzi è un diritto"
“Il caso emerso in questi giorni riporta al centro un principio fondamentale del codice del consumo”, spiega Laura Grandi, presidente di federconsumatori Toscana. “Ovvero che il cliente ha diritto a conoscere in anticipo il costo del servizio che sta acquistando. Se un ristorante applica una maggiorazione, come un costo di servizio o una mancia automatica, questa deve essere comunicata in modo chiaro, visibile e comprensibile prima dell'ordine. Il consumatore deve poter decidere liberamente se accettare quelle condizioni. Diversamente, una voce aggiunta solo al momento del conto rischia di configurare una pratica scorretta”. Secondo Federconsumatori, inoltre, la mancia “per sua natura dovrebbe rimanere una libera scelta del cliente, come riconoscimento per un servizio particolarmente apprezzato, e non trasformarsi in un addebito imposto senza un'adeguata informazione”.









