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Da qualche tempo si è aggiunta una nuova ragione per controllare lo scontrino alla fine di una cena al ristorante. Non è più solo questione di trovare eventuali errori nel conto: da quando è cambiato il sistema per registrare le mance in Italia, succede in certi casi che i ristoranti inseriscano da sé una voce per la mancia, definita in teoria “volontaria” ma di fatto sottoposta al cliente con modalità poco trasparenti e, di fatto, ingannevoli. Col risultato che i clienti possono dare la mancia anche senza volerlo, e nemmeno saperlo.

Se ne sta parlando in questi giorni perché l’influencer toscana Carlotta Roncarà ha pubblicato un video sui suoi profili social dicendo che, dopo essere stata a cena nel ristorante di un hotel di Forte dei Marmi, controllando lo scontrino aveva notato una voce che non aveva riconosciuto. Si trattava di un’aggiunta del dieci per cento (50 euro su un totale di 500 euro di spesa) segnata come “Contributo volontario”. La cifra poi non era sottoposta a una tassazione, a differenza del resto delle cose che avevano ordinato, che erano tassate al dieci per cento.

Insospettita, aveva chiamato il ristorante e le era stato detto che si trattava appunto di un contributo volontario, ovvero una mancia che il cliente accettava di pagare «prendendo visione dello scontrino».