di

Anna Fregonara

Batteri, virus e funghi intestinali giocano un ruolo chiave per la salute. L'esperto: «La restrizione calorica ha senso nella misura in cui serve a ridurre i fattori di rischio cardiovascolari»

È possibile allungare la propria vita di un decennio cambiando ciò che si mangia? Un team di ricercatori ha provato a stimarlo con un modello statistico che proietta l’impatto delle scelte alimentari sull’aspettativa di vita media di una popolazione sulla base di ampi dati epidemiologici e tenendo conto di variabili individuali come altezza, peso e attività fisica. Analizzando la relazione tra 15 gruppi alimentari e la mortalità in 7 Paesi (Cina, Francia, Germania, Iran, Norvegia, Regno Unito e Usa), gli autori dello studio, pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition, hanno simulato tre scenari: una dieta ottimizzata per la longevità, una versione vegana e un approccio a metà strada tra la dieta occidentale tipica e quella ottimale.

I guadagni maggiori arrivano dalla dieta ottimizzata, ricca di cereali integrali, legumi, frutta a guscio, frutta e verdura, e povera di carni rosse e lavorate e di bevande zuccherate. Un ventenne che negli Usa la adottasse stabilmente potrebbe guadagnare fino a 10,2 anni di vita, una sua coetanea 9,4. Per i quarantenni dei vari Paesi la stima è di 6-8 anni e il beneficio resta anche a 60 anni: per una donna statunitense è di 7,4 anni. Nei quarantenni la versione vegana rende 5-7 anni, l’approccio «fattibile» 2-4.