Non esiste un “microbiota perfetto” valido per tutti, ma sta diventando possibile distinguere quali batteri intestinali si associano più spesso a un profilo metabolico favorevole. E soprattutto: questi batteri sembrano rispondere, in modo prevedibile, a interventi dietetici concreti.

Microbioma, cosa dice di noi e perché è così importante per la nostra salute

15 Ottobre 2025

Perché a parità di stile di vita c’è chi sta peggio?

Il punto di partenza è una domanda molto pratica per la longevità: perché alcune persone, a parità di età e stile di vita apparente, sviluppano più facilmente sovrappeso, diabete di tipo 2 e rischio cardiovascolare? La dieta è un tassello noto, ma negli ultimi anni si è capito che in mezzo c’è un “organo” invisibile: l’ecosistema di microrganismi che vive nell’intestino, capace di produrre molecole che dialogano con infiammazione, metabolismo e persino risposta agli zuccheri dopo i pasti. In questo lavoro pubblicato su Nature, i ricercatori hanno messo insieme un insieme di dati imponente: oltre 34.000 partecipanti tra Stati Uniti e Regno Unito (coorti ZOE PREDICT), con analisi metagenomiche delle feci (cioè lettura del DNA microbico, specie per specie), dati alimentari dettagliati e molti indicatori di salute cardiometabolica, dalla glicemia ai trigliceridi, dall’HbA1c ai marker infiammatori, fino ad alcune misure post-prandiali. Una parte importante del team è italiana (Università di Trento e IEO), a conferma del peso crescente della ricerca nazionale nella scienza del microbioma.