Dall’intestino all’occhio: l’influenza del microbiota intestinale sulla salute potrebbe spingersi fin qui. A suggerirlo è uno studio appena pubblicato su Aging Us condotto da alcune ricercatrici dell’Istituto per la Ricerca Genetica e Biomedica (Irgb) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), che ha analizzato le relazioni tra microbiota intestinale e alcuni indicatori dell’invecchiamento. Tra le scoperte, appunto, la relazione tra l’abbondanza di alcuni batteri intestinali e la degenerazione maculare legata all’età. Ma non solo: le ricercatrici hanno anche messo in luce una relazione tra l’attività del microbiota intestinale e i livelli di proteine infiammatorie e legate al rischio cardiometabolico.

Un microbiota "nuovo" prima dei trapianti

Microbiota: quale ruolo nell’invecchiamento?

Il punto di partenza dello studio, scrivono le autrici, è questo: il microbiota è dinamico ed è noto che invecchiando si altera la sua composizione. Al tempo stesso, tantissime patologie sono più frequenti nella popolazione che invecchia. Che ci sia una diretta correlazione tra microbiota e invecchiamento? E’ questa la domanda cui hanno cercato di rispondere, utilizzando dati di genetica già raccolti e accessibili da diversi studi. In particolare la loro attenzione si è focalizzata sul ruolo di 37 tipi di batteri o vie molecolari del microbiota intestinale (estrapolati a loro volta da studi di associazione genome-wide) su 18 patologie o tratti collegati all’invecchiamento (come osteoporosi, degenerazione maculare legata all’età, diabete di tipo 2, ictus o longevità, per esempio). In aggiunta, le ricercatrici hanno valutato se esistessero delle relazioni tra microbiota intestinale e i livelli di alcune proteine coinvolte nell’infiammazione e nel metabolismo cardiaco. Per far luce sulle relazioni di tipo causale tra i fattori analizzati, le studiose hanno utilizzato il metodo della randomizzazione mendeliana.