A fianco di Gianni Infantino restano sempre meno persone. Il progetto - già accantonato dopo le prime polemiche - che prevedeva di vendere agli investitori privati un pacchetto del 20% di quote dei Mondiali sta costando molto caro al presidente della Fifa, con un effetto domino attorno a lui. Le ultime due pedine a cadere, togliendogli l’appoggio, sono due figure importanti della federcalcio globale, per nome e per ruolo: sono Arsène Wenger, attuale direttore dello sviluppo del calcio e storico allenatore dell’Arsenal, e il segretario generale Mattias Grafström. Per l’ex tecnico dei Gunners, ritirare il piano della discordia era un elemento «assolutamente necessario, senza margini di discussione». Anche lui, come molti dirigenti Fifa nei giorni scorsi, ha dichiarato di non essere stato coinvolto nel progetto, e di esserne venuto a conoscenza solo attraverso la stampa: «Credo fermamente in una Fifa indipendente - ha scritto Wenger - che serva il nostro gioco con impegno, trasparenza e integrità». Più tardi, si è aggiunto alle voci dissonanti pure il numero due della federcalcio mondiale, Grafström, che ha parlato di una «serie di eventi tristi e riprovevoli, che si sono fortunatamente conclusi con l’abbandono definitivo del progetto Ffe». «Le persone, le difficoltà e gli episodi sfortunati vanno e vengono; l’istituzione, la sua missione e la sua responsabilità nei confronti del calcio mondiale continuano - ha scritto il segretario generale in una mail ai dipendenti, visionata da varie testate internazionali -. Siamo stati tutti catapultati nel mezzo di un tumulto, difficile da comprendere e da accettare - ha proseguito Grafström - ma in qualità di segretario generale, vi assicuro che, in qualità di membri dell’amministrazione, sarete difesi e tutelati dal contesto politico che stiamo vivendo e vi esorto a rimanere concentrati su ciò che ci ha sempre uniti: servire il calcio e servire le nostre 211 Federazioni affiliate, nel pieno rispetto degli Statuti e dei Regolamenti», ha concluso. E proprio attorno alle 211 federazioni, oltre alla terra bruciata dei massimi dirigenti attorno a Infantino (dopo le dimissioni del suo principale consigliere, Carlos Cordeiro, e le critiche del direttore operativo Kevin Lamour nei giorni scorsi), si gioca la partita più importante, che deciderà il futuro della Fifa a meno di clamorosi passi indietro da parte del dirigente svizzero.
Fifa nel caos, anche Wenger si schiera contro Infantino
A fianco di Gianni Infantino restano sempre meno persone. Il progetto - già accantonato dopo le prime polemiche - che prevedeva di vendere agli investitori privati...










