Dopo il naufragio del progetto di privatizzare i Mondiali accuse al presidente Fifa anche dal n° 2 Mattias Grafström e dal responsabile sviluppo mondiale del calcio Arsène Wenger
Il trono di Gianni Infantino continua a sciogliersi come neve al sole. Ma se in un primo momento era stata soprattutto l‘Uefa a metterlo sotto attacco, ora la rivolta sembra arrivare dentro i suoi stessi uffici. Dopo la protesta di gran parte del calcio mondiale, infatti, anche Arsène Wenger, ex allenatore dell’Arsenal e oggi responsabile dello sviluppo mondiale del calcio, e il numero 2 della Fifa, il segretario generale Mattias Grafström, hanno criticato il progetto fallimentare di Infantino. Se questo non bastasse, il presidente della massima organizzazione di calcio mondiale continua a perdere consensi in vista delle elezioni a novembre 2027. Secondo un’esclusiva del Guardian, le nazionali della Concacaf, quindi quelle dell’America del nord e del centro, starebbero seriamente pensando di ritirare il proprio sostegno a Infantino. Tra le federazioni calcistiche pronte al cambio di passa ci sarebbe anche quella Usa.
Wenger seppellisce il progetto di Mondiali «privati»
Il progetto di privatizzare i Mondiali di calcio ha scatenato una rivolta del calcio mondiale, forse senza precedenti. Arsène Wenger ha chiarito in una nota di non esser stato coinvolto nel progetto della Forward Enterprise (Ffe) e di averne appreso l’esistenza solo attraverso i media. Inoltre, ha definito «assolutamente necessaria e incontestabile» la scelta di ritirare il piano. L’ex allenatore francese ha poi ribadito la sua idea di una Fifa «indipendente, trasparente e al servizio del calcio».











