IntervistaAnna GermoniSegui Domani su Google04 agosto 2026 • 20:47Parla la vicepresidente di Brookings Institution. «Gli iraniani hanno capito che lo Stretto è un’arma. Anche con un accordo, lo scenario più probabile è no peace, no war»L’Iran non ha bisogno di chiudere lo Stretto di Hormuz per usarlo come arma. Gli basta dimostrare di poterlo fare. In questo passaggio strategico si misura il nuovo equilibrio del Golfo: una regione in cui la minaccia di interrompere i flussi energetici diventa uno strumento di pressione più potente della forza militare. Quello che per decenni è stato il principale corridoio energetico del mondo è diventato oggi una leva strategica capace di condizionare mercati, diplomazia e sicurezza del GolfoAnna Germoni
Suzanne Maloney: «Il Medio Oriente rischia l’instabilità permanente»
Parla la vicepresidente della Brookings Institution: «Lo scenario più probabile è una situazione di no peace, no war. Non una pace stabile, ma nemmeno necessariamente una guerra totale. Avremo tensioni permanenti, episodi di violenza e crisi ricorrenti. Anche un nuovo accordo non eliminerebbe completamente questa volatilità. Lo scenario più probabile è una situazione di no peace, no war»









