La possibile riapertura tra i punti del memorandum d'intesa in discussione tra Washington e Teheran: cosa prevede l'accordo, gli scenari

La possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, inserita tra i punti del memorandum d'intesa in discussione tra le parti, viene letta come un segnale di allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Ma, secondo analisi rilanciate dalla Cnn, la fine delle ostilità non coinciderebbe affatto con un ritorno rapido alla normalità. L'emittente americana definisce infatti la fase post-riapertura un vero e proprio "incubo logistico", sottolineando come il sistema del trasporto petrolifero nel Golfo richieda una complessa sequenza di operazioni prima di tornare a regime.

Nel Golfo, infatti, restano bloccate altre 160 petroliere, con circa 170 milioni di barili di greggio a bordo. Prima ancora di parlare di piena riapertura, queste navi dovranno defluire dallo stretto e liberare i corridoi di transito: un'operazione lenta, complessa e condizionata dalle capacità portuali e dalla sicurezza della navigazione. Secondo gli analisti di Kpler, il ripristino completo del traffico potrebbe richiedere fino a tre mesi.

Il secondo nodo riguarda le scorte accumulate a terra durante il blocco. Raffinerie e depositi si sono progressivamente saturati, perché il petrolio estratto non poteva essere spedito. Prima di riportare la produzione ai livelli ordinari, sarà necessario smaltire questi stock, rallentando ulteriormente la ripresa del sistema.