Non solo il dischetto inviato dalla procura di Roma con le chat tra Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia non smuove lo scudo della destra per l’ex sottosegretario Fdi, ma neppur ritengono che sia necessario dare una lettura per capire se il nuovo materiale potrebbe cambiare la loro posizione. La maggioranza di centrodestra in giunta per le Autorizzazioni della Camera ha votato per non procedere con un’integrazione istruttoria sul caso e ha stabilito di andare al voto direttamente in Aula. Nelle motivazioni, come anticipato da il Fatto quotidiano, il relatore ha parlato di “una richiesta generica e senza limiti”. La pensa diversamente il presidente della giunta Devis Dori (Avs), secondo il quale “esistono gli estremi per sollevare la questione devanti alla Consulta”: “Si è arrivati al paradosso di esprimere un voto sulla richiesta avanzata dalla Procura di Roma senza aver avuto accesso alla documentazione“.
Fallisce così, come previsto, il tentativo delle opposizioni di rendere utilizzabili le conversazioni tra il deputato di Fratelli d’Italia e il padre della sua ex socia del ristorante Bisteccherie d’Italia, detenuto dopo una condanna definitiva per intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso. Neppure il materiale supplementare inviato dalla procura di Roma e la lettera firmata dal procuratore Franco Lo Voi sono bastati per scalfire il muro dei parlamentari di maggioranza. Una mossa, quella della maggioranza che sostiene il governo Meloni, che stride con i proclami sulla lotta alla mafia.














