La lettera del procuratore di Roma Francesco Lo Voi fa slittare il voto alla Camera sul caso della «Bisteccheria d’Italia». La vicenda torna in Giunta per le autorizzazioni, che la scorsa settimana aveva detto no all’acquisizione. I dubbi dei forzisti

Il voto era pronto, l’Aula convocata e la maggioranza si preparava a confermare il no all’utilizzo delle chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia sul caso della «Bisteccheria d’Italia». Poi, a ridosso dell’esame previsto questa mattina alla Camera, è arrivato lo stop. La lettera inviata dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi al presidente di Montecitorio Lorenzo Fontana ha rimandato l’intera vicenda alla Giunta per le autorizzazioni, rinviando a data da destinarsi la decisione dell’Assemblea.

La decisione è stata presa dalla conferenza dei capigruppo. «Alla luce della lettera pervenuta questa mattina dal procuratore Lo Voi si affidano alla Giunta per le autorizzazioni le iniziative di competenza, all’esito delle quali sarà calendarizzata la discussione in Aula», è la formula concordata. Il presidente della Giunta, Devis Dori, ha quindi convocato immediatamente l’ufficio di presidenza per esaminare la missiva.

Il rinvio, però, non convince tutta la maggioranza. A contestare apertamente la decisione è Forza Italia, che attraverso il capogruppo Enrico Costa denuncia una procedura «anomala» e il rischio di creare un precedente nei rapporti tra magistratura e Parlamento.