Il centrodestra tira dritto sul caso Delmastro. Non ci sarà alcun approfondimento legato alle comunicazioni della Procura di Roma e al cd con le chat partito da piazzale Clodio e arrivato alla Camera.

Il caso delle conversazioni dell’ex sottosegretario alla Giustizia di FdI con Mauro Caroccia torna velocemente in Aula, con ogni probabilità nel pomeriggio alle 16.30. Con la maggioranza intenzionata a negare l’autorizzazione ai pm ad acquisire i messaggi.

Una decisione su cui il presidente della giunta, Devis Dori, si riserva di valutare un ricorso alla corte costituzionale: «Il conflitto in atto in questi giorni ha leso profondamente le prerogative del presidente di un organismo di garanzia - spiega -, esistono gli estremi per sollevare la questione davanti all’Alta Corte. In questa direzione faremo i necessari approfondimenti».»

Il nuovo round di uno dei dossier più bollenti dell’estate parlamentare si tiene nella giunta delle autorizzazioni di Montecitorio, dove gli alleati di governo decidono di portare il caso direttamente in assemblea, senza alcuna integrazione istruttoria. Il voto, che inizialmente si ipotizzava nella giornata di giovedì, sarebbe stato anticipato di un giorno per evitare il rischio numeri a ridosso della pausa estiva. Circostanza che, unita al possibile voto segreto (la cui richiesta, o meno, è ancora oggetto di discussione nel centrosinistra) avrebbe potuto costituire una vera e propria buccia di banana sul percorso immaginato dal centrodestra.