La gestione dei Pfas apre una nuova fase per il servizio idrico
Uniacque affronta la sfida con controlli, tecnologie e investimenti, a partire dai filtri a carboni attivi fino al potenziamento delle reti. Le principali sorgenti bergamasche non presentano elementi di vulnerabilità
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Prima ancora che nell’acqua, i Pfas sono intorno a noi. Queste sostanze chimiche di sintesi sono state utilizzate per decenni per rendere i prodotti resistenti all’acqua, ai grassi e alle alte temperature: si possono trovare nelle pentole antiaderenti, negli imballaggi alimentari, nei tessuti impermeabili, nei cosmetici e in molti altri oggetti di uso quotidiano. Proprio la loro estrema resistenza ne ha favorito la diffusione nell’ambiente. Una volta dispersi, i Pfas possono raggiungere il terreno, le acque superficiali e le falde e, da qui, anche le fonti utilizzate per l’approvvigionamento idrico. La loro eventuale presenza nell’acqua di rubinetto non nasce quindi dall’acquedotto, ma riflette le condizioni dell’ambiente circostante. Questa capacità di diffondersi e persistere nell’ambiente ha portato negli anni a rafforzare progressivamente il quadro normativo.
Il decreto legislativo. 152/2006 disciplina la tutela delle acque superficiali e sotterranee, mentre la direttiva europea 2020/2184 ha introdotto per le acque destinate al consumo umano due distinti parametri: il «Pfas totale», che considera complessivamente tutte le sostanze appartenenti a questa famiglia, e la «somma di Pfas», riferita a un elenco di venti composti individuati dalla direttiva. Nel recepire e aggiornare il quadro europeo, l’Italia ha scelto una disciplina più restrittiva e specifica, introducendo, con il decreto legislativo 102/2025, un parametro aggiuntivo non previsto dalla direttiva: la «somma di 4 Pfas». Il valore riguarda quattro composti già inclusi nell’elenco europeo – Pfoa, Pfos, Pfna e Pfhxs– ma sottoposti nel nostro Paese a una soglia più severa, sempre espressa in microgrammi per litro, cioè in milionesimi di grammo: concentrazioni estremamente ridotte, rilevabili grazie a strumenti di analisi particolarmente sensibili.








