La Regione Toscana avvia due percorsi paralleli – già annunciati in primavera – per rafforzare il monitoraggio dei Pfas, le sostanze poli e perfluoroalchiliche note come “inquinanti eterni” per la loro estrema persistenza nell’ambiente. Da un lato saranno coinvolte le imprese titolari di installazioni soggette ad Autorizzazione integrata ambientale; dall’altro, i gestori degli impianti di depurazione del servizio idrico integrato.

L’obiettivo è costruire un quadro conoscitivo regionale più solido, attraverso l’acquisizione e la condivisione di dati omogenei e scientificamente validati sulla presenza di queste sostanze nelle principali matrici ambientali, negli scarichi e nelle emissioni. Le informazioni raccolte dovranno costituire la base per le successive valutazioni e attività istituzionali della Regione.

Il primo percorso sarà presentato il 29 giugno, in un incontro online dedicato alle aziende titolari di impianti Aia. L’iniziativa sarà realizzata con il supporto tecnico di Arpat e la collaborazione del sistema Confindustria territoriale, per condividere modalità operative, schede informative e dati tecnici eventualmente già disponibili.

Il secondo tavolo è fissato per il primo luglio e sarà rivolto ai gestori degli impianti di depurazione del servizio idrico integrato. L’incontro vedrà il coinvolgimento di Arpat e Cispel Toscana e servirà a definire strumenti operativi, criteri per la raccolta dei dati e modalità di coordinamento sul territorio regionale.