Dall'eliminazione e sostituzione funzionale dei Pfas (composti chimici artificiali) in tutti i prodotti nei quali non siano indispensabili all'applicazione del principio "chi inquina paga", fino all'identificazione di potenziali alternative, allo sviluppo di nuove tecnologie e al finanziamento di percorsi di transizione per l'industria e i gestori.

Da Utilitalia, la federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche, arrivano "5 proposte concrete per contribuire a risolvere le problematiche legate ai Pfas nel settore idrico e ambientale.

La prima riguarda l'eliminazione e sostituzione dei Pfas in tutti i prodotti nei quali non siano indispensabili o che rilasciano Pfas a contatto con l'acqua: definire un orizzonte a medio-lungo termine per il divieto di produzione e commercializzazione fornirà un quadro normativo di stimolo anche all'industria per investimenti in soluzioni alternative.

La seconda misura prevede l'applicazione del principio "chi inquina paga" in un contesto armonizzato a livello europeo, che porterebbe equità nella protezione della salute e dell'ambiente e incentiverebbe la ricerca a soluzioni più sostenibili.

La terza proposta si concentra sulla ricerca di prodotti alternativi ai Pfas per prestazioni, sostenibilità per la salute e l'ambiente nonché la relativa disponibilità sul mercato.