3. Pfas, microplastiche e residui di farmaci sono ormai nei nostri ecosistemi: riuscite a tracciare questi microinquinanti? Quali rischi reali comportano oggi?
Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (Pfas) sono un ampio gruppo di sostanze chimiche di sintesi ampiamente diffuse alle quali l’uomo può venire esposto perché presenti in fonti diverse quali cibo, beni di consumo e anche nell’ambiente. Sono estremamente persistenti e, una volta introdotti nell'ambiente, resistono alla degradazione per cui sono "sostanze chimiche eterne", con accumulo graduale in acqua, piante e animali.
L'esposizione prolungata ai Pfas espone gli esseri umani al rischio di soppressione del sistema immunitario e ridotta efficacia dei vaccini, danni al sistema endocrino, alterazione del metabolismo dei lipidi (colesterolo alto) e problemi alla tiroide, riduzione della fertilità, aumento del rischio di patologie tumorali.
Arpa Campania dal 2023 è impegnata nelle attività di determinazione di Pfas nelle acque sotterranee e acque superficiali mediante attività di prelievo di campioni su 120 stazioni.
Inoltre, dal 2025 l’Agenzia prende parte al progetto INSINERGIA (Pnc-Pnrr) sui Siti contaminati di interesse nazionale (Sin), che sono, in Campania, Napoli Orientale, Bagnoli-Coroglio e Area Vasta di Giugliano. Qui l’Agenzia sta svolgendo prelievi di campioni di acque sotterranee e analisi per la determinazione di PFAS e di parametri ecotossicologici, oltre che per la determinazione di metalli, idrocarburi e Composti Organici Volatili. Tali attività consentiranno di completare le informazioni sulla presenza di contaminanti ambientali in queste aree e di studiarne la correlazione nella popolazione esposta.






