Il conto alla rovescia è già partito. Il 6 agosto termina il taglio delle accise sul gasolio introdotto dal Governo alla fine di luglio per cercare di frenare l’impennata dei prezzi dei carburanti. Una misura temporanea che ha alleggerito il costo del diesel di circa 17 centesimi al litro, ma che rischia di esaurire rapidamente il proprio effetto proprio nel pieno della stagione estiva.

La scadenza arriva infatti in un momento particolarmente delicato. Gli italiani si preparano alle partenze di agosto e un eventuale ritorno immediato ai prezzi precedenti allo sconto potrebbe tradursi in una spesa maggiore per milioni di automobilisti. Per questo l’esecutivo sta valutando come intervenire dopo il 6 agosto. Una decisione definitiva non sarebbe ancora stata presa, mentre sul tavolo ci sarebbero più possibilità, con un elemento comune: trovare un modo per contenere il prezzo alla pompa senza gravare eccessivamente sui conti pubblici.

Il problema sono i soldi

Il vero ostacolo è rappresentato dalle coperture economiche. Il Governo deve infatti capire quanto spazio ci sia per prolungare il provvedimento e, soprattutto, da dove arriverebbero le risorse necessarie. Una delle variabili più importanti è rappresentata dall’IVA incassata sui carburanti. Quando il prezzo di benzina e diesel aumenta, aumenta infatti anche l’imposta riscossa dallo Stato. È proprio questo maggior gettito che potrebbe contribuire a finanziare un nuovo intervento.