Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo intervento contro il caro carburanti introducendo una riduzione temporanea del prezzo del gasolio utilizzato come carburante. La misura arriva in risposta alla nuova fase di instabilità dei mercati energetici internazionali, che ha riportato sotto pressione le quotazioni dei prodotti petroliferi.

Il provvedimento prevede un taglio complessivo di 17 centesimi al litro sul diesel per il periodo compreso tra il 30 luglio e il 6 agosto 2026. La riduzione deriva da una diminuzione dell'accisa pari a 14 centesimi al litro e dal conseguente effetto sull'IVA, che determina un ulteriore calo di circa 3 centesimi. Una misura analoga viene applicata anche ai giorni 28 e 29 luglio (oggi e domani) attraverso un decreto ministeriale adottato dal Ministero dell'economia e delle finanze e dal Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica.

L'intervento riguarda esclusivamente il gasolio: il prezzo della benzina non subirà variazioni. Lo stesso trattamento fiscale previsto per il diesel tradizionale viene esteso anche ai gasoli paraffinici prodotti tramite sintesi o idro-trattamento e al biodiesel immesso in consumo come carburante.

Secondo le stime illustrate dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, il costo dell'operazione per la componente legata alle accise si aggira intorno ai 125 milioni di euro. Le risorse necessarie non arriveranno da nuove imposte su altri prodotti: durante la fase preparatoria era stata valutata anche una modifica delle accise sui tabacchi, ipotesi successivamente accantonata. La copertura sarà garantita attraverso una combinazione di maggior gettito IVA registrato a giugno, proventi derivanti dalle sanzioni dell'Antitrust e risorse del fondo per interventi strutturali di politica economica.