Dopo un breve sollievo alla pompa, con il gasolio tornato sotto la soglia psicologica dei 2 euro al litro, la tregua è già finita.
Il nuovo provvedimento del governo proroga il taglio delle accise sui carburanti fino al 3 luglio 2026, ma introduce una stretta per chi guida vetture a gasolio.
Dal 7 giugno 2026 la riduzione sul diesel si dimezza: da 10 a 5 centesimi per litro. Considerando l’Iva, ciò comporta un rincaro effettivo di circa 6,1 centesimi al litro. Per la benzina, invece, il taglio resta invariato a 5 centesimi (pari, con l’Iva, a 6,1 centesimi).
L’effetto sui conti delle famiglie e dei lavoratori è immediato: un pieno da 50 litri costerà 3,05 euro in più, cifra che sale a 3,66 euro per un serbatoio da 60 litri.
L’aggravio pesa in particolare su chi utilizza l’auto quotidianamente per motivi professionali o vive in aree poco servite dal trasporto pubblico, e riporta i prezzi medi in modalità self-service — che il 5 giugno si attestavano a 1,984 euro/litro per il diesel — a ridosso della soglia critica dei 2 euro.












