Dopo gli arrivi in massa dei giorni scorsi, molti dei migranti che avevano raggiunto l’exclave spagnola di Ceuta sono tornati in Marocco, anche a causa degli interventi delle autorità locali che per esempio avevano deciso di non dare loro acqua, cibo e una sistemazione per passare le notti. Nella città sono però rimasti centinaia di minori, che non possono essere rimandati indietro e che hanno messo in crisi il sistema di accoglienza locale.

Ceuta sta attualmente assistendo 862 minori migranti non accompagnati, ma le autorità spagnole temono che il numero possa salire a più di 1.000: molti potrebbero non essere stati ancora individuati, e potrebbero aver trovato inizialmente ospitalità presso parenti o conoscenti.

La città sta riorganizzando le strutture che ha a disposizione, e sta preparando nuovi spazi temporanei, tra cui una costruzione industriale e un capannone nella zona meridionale di El Tarajal, vicino al confine con il Marocco. Nel frattempo i minori sono ospitati nelle strutture già esistenti, che però avevano 29 posti e sono quindi molto oltre la loro capacità: è una situazione insostenibile e molti minori negli scorsi giorni sono rimasti a dormire all’aperto, in attesa che le autorità locali trovassero loro una sistemazione.