di
Alessandra Muglia
Delle oltre 50 mila persone che avevano raggiunto l’exclave spagnola, circa 48 mila l’hanno lasciata volontariamente
DALLA NOSTRA INVIATACEUTA - Nelle strade di Ceuta, teatro giovedì del più grande assalto migratorio mai registrato alle frontiere europee, ieri è stato il giorno dell’ordine forzato, del massiccio dispiegamento dei militari spagnoli e di un doloroso controesodo.
Lungo il bagnasciuga del Tarajal in due giorni sono riuscite ad approdare più di 50.000 persone dal vicino Marocco per farsi strada in questo fazzoletto di terra europea: una massa impressionante che equivale al 70% dell’intera popolazione della città autonoma. Il flusso ieri si è allentato: i migranti arrivavano a nuoto alla spicciolata ma trovavano schierati i gendarmi sulla spiaggia, mentre pochi metri più sopra, sul lungomare, c’era un fiume umano che camminava in senso inverso per riattraversare la frontiera. Tantissimi i ragazzi, tutti stremati dalle privazioni e spaventati dalle ronde di residenti scesi in strada a difendere il territorio.










