A Ceuta l'emergenza migranti è quasi rientrata. Lo scontro ora si è spostato sul piano politico, con la doppia lettera all'Ue da Sanchez e dall'Italia e altri 21 Paesi Ue (senza Francia e, appunto, Spagna). Nell'exclave spagnola in meno di 48 ore si sta raggiungendo la normalità, dopo l'arrivo in massa di circa 50.000 persone e il ritorno della gran parte nel Paese d'origine. Il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, in conferenza stampa fa sapere che «chi è entrato in maniera irregolare non ha alcuna opzione di regolarizzazione. La strumentalizzazione dell'immigrazione irregolare da parte delle mafie costa vite», ha affermato, nel confermare che «almeno 67 persone sono morte» nel tentativo di raggiungere a nuoto la città autonoma.

Ceuta, Sanchez: «Stop a Schengen per ignoranza o interessi politici». L'Italia e altri 21 Paesi scrivono a BruxellesMedia spagnoli: colti di sorpresa dalla crisi a Ceuta Tutte le prime pagine dei media iberici sono oggi quasi interamente dedicate alla crisi provocata dagli arrivi in massa di circa 50.000 migranti nell'exclave spagnola di Ceuta. «Non avevamo informazioni. Se ce le hai, non entrano 50.000 persone», titola in apertura El Pais, riportando fonti del governo spagnolo, che ammette di essere stato colto di sorpresa dagli arrivi in massa, non avendo informazioni dall'intelligence. «L'Italia sospende Schengen e controlla i viaggi dalla Spagna», è uno dei titoli di ricaduta, assieme a «Donald Trump: "Saremo come Ceuta se vincono i democratici"».«L'Europa protesta contro Sanchez», titola a tutta prima pagina il quotidiano conservatore ABC. «Italia e Finlandia protestano per il suo lassismo con il Marocco, la Francia rafforza la vigilanza ai Pirenei, la Germania esorta Rabat a riammettere gli illegali e il presidente parla già di violazione dell'integrità territoriale», segnala il sommario. «È un problema di sicurezza nazionale, non di ordine pubblico», il titolo di spalla che si fa eco delle critiche di alti comandi militari al governo per aver inviato a Ceuta il ministro dell'Interno e non quello della Difesa. «L'Europa si rivolta contro Sanchez per il fatto di mettere in pericolo le sue frontiere» è l'apertura della prima pagina di El Mundo sulle «38 ore fuori controllo alla frontiera che hanno lasciato in stato di shock il governo». «Mohamed VI nella Cerimonia della Lealtà all'ombra del "recupero di Ceuta e Melilla"», segnala la spalla. In taglio basso: «Il Marocco ha sfidato la Spagna consentendo il passaggio ma gli è sfuggito dalle mani». Un titolo che dà conto dei rapporti dei servizi di sicurezza sulla passività della gendarmeria marocchina al passaggio di 60.000 persone nella città di Ceuta. «Ritorniamo a casa nostra. Spagna non ci ha dato neanche acqua», il titolo sulle testimonianze dei migranti marocchini rientrati spontaneamente nel Paese d'origine. «L'assalto migratorio all'Europa porta Sanchez allo scontro con i suoi soci europei», segnala in apertura il quotidiano La Vanguardia. «l'Italia sospende l'accordo frontaliero di Schengen per la crisi spagnola», la ricaduta. «Il presidente del governo condanna la violazione territoriale dopo il grave episodio». «Quasi 50.000 persone che hanno attraversato la frontiera sono tornate in Marocco», gli altri due titoli di sommario. «Una sfida alla Spagna», avverte il quotidiano di destra La Razon. «La crisi segna uno spartiacque nella sicurezza della frontiera che interrompe la tendenza al ribasso delle entrate» di migranti, si segnala. «Il governo sempre a rimorchio delle crisi», il titolo dell'editoriale in prima pagina. Notte di tensione al centro per immigrati di Ceuta, un marocchino ferito in una rissa Notte di tensione a Ceuta, dove un migrante marocchino è rimasto ferito da una coltellata al costato, sferrata da un connazionale al culmine di una lite nei pressi della scuola Andres Manjon. L'aggressore è fuggito prima dell'arrivo delle forze di polizia, mentre il ferito è stato trasportato in ospedale, riporta l'agenzia Europa Press. Contemporaneamente, diverse decine di migranti accampati all'esterno del Centro di permanenza temporanea per immigrati (Ceti), ormai completo, hanno tentato di entrare con la forza nella struttura, abbattendo una parte della recinzione perimetrale. La polizia nazionale è intervenuta con un importante dispositivo, istituendo un cordone di sicurezza attorno al centro e riportando la situazione sotto controllo. Secondo fonti di polizia riferite dai media, all'esterno del Ceti si trovano oltre 500 persone in attesa di essere accolte, mentre l'accesso è stato consentito soltanto a donne e bambini per ragioni umanitarie. Fonti del ministero dell'Interno riferiscono che la notte nella città autonoma è trascorsa in tranquillità. Le entrate di migranti «sono state fermate totalmente e sono continuate le uscite verso il Marocco, senza incidenti significativi».