Di: SEIDISERA - Giulia Danieli - Sofia Stroppini / Tieffe Resta critica la situazione a Ceuta dopo il massiccio arrivo di migranti dal Marocco. Secondo le prime stime ufficiali del ministero dell’Interno spagnolo, circa 60’000 persone sarebbero entrate irregolarmente nell’enclave, mentre il bilancio delle vittime è salito a 57, in gran parte annegate durante la traversata a nuoto. Nelle ultime ore, 37’500 migranti avrebbero già iniziato a fare ritorno volontariamente in Marocco.Sánchez accusa i trafficantiIl primo ministro Pedro Sánchez si è recato venerdì mattina a Ceuta, dove ha annunciato il dispiegamento di boe lungo la diga frangiflutti per creare una barriera di contenimento e ha ringraziato Rabat per la collaborazione nei rimpatri. Madrid e il Marocco condividono la lettura secondo cui dietro l’esodo vi sarebbero le organizzazioni che trafficano esseri umani. “Queste organizzazioni criminali hanno approfittato dell’interpretazione di una sentenza del Tribunale supremo spagnolo che stabilisce che le persone che arrivano a nuoto in Spagna non sono perseguibili”, ha spiegato Sánchez. Questa interpretazione sarebbe stata diffusa attraverso le reti dei trafficanti, spingendo decine di migliaia di persone verso Ceuta.Il ruolo del Marocco sullo sfondoSecondo Caterina Roggero, docente all’Università Statale di Milano e ricercatrice dell’ISPI, il fenomeno potrebbe tuttavia essere stato favorito anche da un allentamento dei controlli marocchini. Ai microfoni di SEIDISERA, ha spiegato che appare difficile, a suo giudizio, che oltre 60’000 persone abbiano raggiunto e affollato la frontiera senza un intervento preventivo da parte delle autorità di Rabat.L’esperta invita alla cautela nel parlare di una strategia deliberata, ma ricorda che il Marocco ha già utilizzato in passato la pressione migratoria nei rapporti con la Spagna. Sullo sfondo rimangono le tensioni legate al Sahara occidentale e il recente riavvicinamento tra Madrid e l’Algeria, che sostiene la popolazione saharawi.Una situazione simile si era verificata nel 2021, quando tra 8’000 e 10’000 persone avevano raggiunto Ceuta in una sola notte. Questa volta, secondo Roggero, l’eventuale allentamento dei controlli si sarebbe sommato alle voci circolate sui social network, portando il flusso a dimensioni forse inattese anche per la monarchia marocchina. L’ipotesi geopolitica, ha concluso, “resta sullo sfondo” e deve comunque essere tenuta in considerazione.“Un’emergenza umanitaria senza precedenti”“Tra ieri e oggi, la situazione è spaventosa. Siamo completamente sopraffatti”. Sono le parole di Halima Ahmed, educatrice e portavoce della ONG “Luna Blanca” a Ceuta. Dall’arrivo dell’ondata di migranti, procurarsi da mangiare o da bere nell’exclave spagnola è diventato difficile. Luna Blanca ha preparato 5’000 pasti, ma la folla e la mancanza di ordine ne rendono impossibile la distribuzione. Anche i gerenti di negozi e ristoranti hanno chiuso i battenti, intimoriti dalla quantità di persone che si sarebbe riversata all’interno. “Stiamo vivendo una situazione estremamente difficile, spaventosa, un’emergenza umanitaria senza precedenti che non sappiamo come andrà a finire”, ha spiegato Ahmed.