La pressione sulla frontiera si è allentata, gli attraversamenti si sono fermati durante la notte e decine di migliaia di migranti stanno tornando in Marocco. Ma a Ceuta non è ancora possibile parlare di normalità. La città autonoma spagnola prova a uscire dalla più grave crisi migratoria della sua storia recente, mentre lungo le strade, sulla costa e nei pressi del valico del Tarajal restano visibili le tracce degli scontri e della fuga di massa degli ultimi giorni. Sullo sfondo continua il duro confronto diplomatico tra Madrid e Roma, esploso dopo la decisione italiana di ripristinare i controlli sui cittadini non comunitari provenienti dalla Spagna nell’ambito delle regole di Schengen.
Secondo le autorità spagnole, delle circa 60mila persone entrate in poche ore nell’exclave, oltre 48.300 sono già rientrate in territorio marocchino. Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha parlato di un progressivo ritorno all’ordine, sottolineando che nessuno dei migranti arrivati irregolarmente ha raggiunto la Spagna continentale o altri paesi dell’Unione europea. Il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, ha tuttavia invitato alla prudenza: la situazione, ha detto, «non ha ancora raggiunto la normalità».










