Prosegue il ritorno in Marocco delle migliaia di migranti che il 30 luglio hanno raggiunto in massa Ceuta, provocando quella che viene considerata la più grave crisi migratoria mai registrata nell’enclave spagnola. Resta però incerto il numero complessivo delle persone coinvolte, con stime divergenti tra le autorità e le forze di sicurezza. Secondo fonti della sicurezza spagnola citate dall’agenzia Efe, sarebbero circa 73.500 i migranti che hanno già lasciato Ceuta e attraversato nuovamente il confine con il Marocco. Il ministero dell’Interno spagnolo non conferma tuttavia questa cifra: il dato ufficiale resta compreso tra 50mila e 60mila ingressi, dei quali oltre 48.300 si sarebbero già conclusi con il rientro oltreconfine.

Il bilancio delle vittime

Non è ancora definitivo neppure il bilancio delle vittime. Le fonti delle forze di sicurezza parlano di 71 persone morte durante il tentativo di raggiungere a nuoto l’exclave. Il governo locale di Ceuta riferisce invece di 67 corpi recuperati nelle acque spagnole. A questi si aggiungerebbero almeno altri 17 cadaveri ritrovati lungo la costa marocchina, secondo quanto riportato dai media locali.

L’assistenza ai feriti

L’arrivo di massa ha messo sotto pressione anche il sistema sanitario della città. Almeno 1.149 migranti feriti hanno ricevuto assistenza medica. Una persona, in condizioni particolarmente gravi, dovrebbe essere trasferita in un ospedale della Spagna continentale.