Sánchez in vacanza mentre il tribunale apre un'indagine. L'arresto di un membro di un gruppo terroristico e la polemica sulla regolarizzazione di mezzo milione di migranti
Il premier spagnolo Pedro Sánchez è in vacanza. È stato immortalato durante un bagno nelle acque davanti alla residenza reale di La Mareta. È arrivato sabato, durante la crisi di Ceuta. Intanto il tribunale dell’Aduienca Nacional ha chiesto alla polizia un rapporto un rapporto sull’ingresso «irregolare massiccio» di migranti a Ceuta. Per accertare se vi sia stata «un’azione coordinata e diretta». E c’è un video pubblicato dal giornale El faro de Ceuta in cui si vede un barchino pieno di migranti sbarcare di notte nella Spagna continentale proveniente dalla città autonoma. E proprio a Ceuta è stato arrestato un jihadista che si era recato in Siria nel 2016 per unirsi a un gruppo terroristico islamico. La deputata del Ppe Cayetana Álvarez de Toledo attacca il premier: «La nostra sovranità è a rischio».
Ad aprire l’inchiesta sui criminali a Ceuta è statata la magistrata Maria Tardon. I reati ipotizzati sono favoreggiamento dell’immigrazione illegale, traffico di persone, organizzazione criminale e omissione del dovere di perseguire i reati. «Chiedo al governo del Marocco di indagare chi c’è dietro queste reti, chi ha la responsabilità, chi ha organizzato tutto, attraverso le mafie, e chi ha ingannato queste persone», ha detto invece la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles. Secondo alcuni media spagnoli dietro l’ondata di migranti ci sarebbe Fouad Ali El Himma, consigliere e amico personale del re del Marocco Muhammad VI. Il quale avrebbe sfruttato la crisi migratoria per screditare il primo ministro Aziz Akhannouch in vista delle elezioni politiche del 23 settembre.










