Sánchez non solo respinge le accuse, ma difende l'efficacia della sua politica migratoria. Nella lettera inviata a Bruxelles rivendica che la Spagna è oggi "la seconda frontiera più sicura dell'Ue", grazie a una strategia fondata su "solidarietà e cooperazione". Il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha ripetuto che quanto avvenuto a Ceuta è "un attacco all'integrità territoriale della Spagna", pur ribadendo che Rabat resta "un partner autenticamente affidabile", nonostante le polemiche sulla mancata prevenzione della crisi.Il nodo dei rapporti Spagna-Marocco Ed è proprio il rapporto con Rabat a rappresentare il nodo politico più delicato. Madrid evita di attribuire responsabilità dirette al vicino, rigettando le accuse che il regno utilizzi i flussi migratori come "minaccia ibrida", nel timore di compromettere una cooperazione considerata essenziale per la sicurezza e il controllo della frontiera in Nord Africa. L'unica voce critica sul rosario di morti, gli oltre 84 migranti annegati, è venuta da Sumar. Il partner minoritario di coalizione del Psoe ha chiesto al relatore speciale dell'Onu per i diritti dei migranti di indagare se le autorità marocchine abbiano "favorito o consentito" la partenza di massa verso l'exclave e denunciato una possibile "omissione del dovere di protezione" nei confronti delle decine di persone morte durante le traversate a nuoto. Tensioni difficili da sopire nel quadro geopolitico più ampio.
Sanchez parte per le vacanze e posta sui social sua playlist
Feijoo: "Premier socialista davanti a triplice fallimento: della politica migratoria, della sicurezza e della politica estera".










