Cnh Industrial chiude il secondo trimestre con un utile in forte calo ma ricavi in crescita e con prospettive leggermente più favorevoli per il resto dell'anno.
Il gruppo, di cui la holding Exor degli Agnelli-Elkann è il principale azionista, ha registrato un utile netto di 141 milioni di dollari, in flessione del 35% rispetto ai 217 milioni dello stesso periodo del 2025, mentre i ricavi consolidati sono aumentati del 2% a 4,8 miliardi.L'utile netto adjusted è sceso da 216 a 161 milioni, mentre l'utile per azione diluito si è attestato a 0,11 dollari contro gli 0,17 di un anno fa.
Anche la redditività operativa si è ridotta: l'ebit adjusted delle attività industriali è diminuito del 25% a 167 milioni, con un margine sceso dal 5,6% al 4%.Il business agricolo continua a risentire della fase più difficile del ciclo.
Le vendite del segmento Agriculture sono rimaste stabili a 3,3 miliardi solo grazie agli aumenti di prezzo, che hanno compensato il calo dei volumi, soprattutto in Sud America.
L'ebit adjusted della divisione è però crollato del 35% a 170 milioni, penalizzato dal peggior mix geografico, dall'impatto dei dazi, dall'aumento dei costi di ricerca e sviluppo e delle spese amministrative.La domanda di macchinari agricoli resta debole nella maggior parte delle aree geografiche.













