Prompt – istruzioni – rivolte direttamente all’intelligenza artificiale e scritte in bianco su bianco, in caratteri da 2.25 pt, tanto da essere illeggibili all’occhio umano: più piccoli di una virgola in un testo normale, per intenderci. È quello che ha scoperto e raccontato in un post di pochi giorni fa su X che in pochi giorni ha raggiunto quasi tre milioni di visualizzazioni una ricercatrice dell’università di Stanford, in California, alla ricerca di un collaboratore per il suo laboratorio.
44 candidature, 3 CV, font 2,25 pt, quasi tre milioni di visualizzazioni
Un posto, centoquarantaquattro curricula ricevuti in otto giorni, in tre la stessa curiosa anomalia: in cima, al testo le istruzioni invisibili, istruzioni inserite dai candidati all’unico fine di chiedere al sistema di intelligenza artificiale eventualmente utilizzato per la preselezione di prescindere dal contenuto e dalla sua totale corrispondenza ai parametri e requisiti della ricerca e di suggerire il proprio curriculum come il migliore. Tre casi su centoquarantaquattro, significa un’abitudine diffusa in oltre il 2% dei candidati. Un dato che benché abbia sorpreso la ricercatrice, non sorprende gli addetti ai lavori; basta leggere quanto raccontato da Manpower, una delle più grandi agenzie di selezione del personale al mondo, al New York Times, in un’inchiesta pubblicata a dicembre dello scorso anno: centomila curricula con lo stesso trucchetto identificati ogni anno, il 10% di quelli complessivamente esaminati dall’agenzia annualmente.







