L'arrivo di migliaia di persone dal Marocco negli scorsi giorni nell'enclave spagnola di Ceuta domina ancora le prime pagine dei principali quotidiani iberici, in un clima di tensione politica, più che umanitaria. Testate come El Pais, El Mundo e ABC puntano il dito contro la mancata collaborazione del Marocco, descrivendo la situazione come un vero e proprio assedio e segnalando spaccature interne al governo spagnolo sulla gestione della sicurezza e dei rimpatri. Mentre l'esecutivo guidato da Pedro Sánchez si trova costretto a negoziare riforme urgenti sulle leggi per gli stranieri, la stampa sottolinea la gravità storica dell'evento, aggravata da un tragico e incerto bilancio di vite umane. Le cifre ufficiali risultano infatti in forte contrasto: il ministero dell'Interno marocchino ha confermato undici decessi, avvenuti per lo più per annegamento, ma le autorità di Madrid stimano almeno 72 vittime tra le decine di migliaia di persone che hanno tentato di varcare il confine nei giorni scorsi.
La drammatica situazione ha innescato accese polemiche anche a livello internazionale, superando i confini europei. Il presidente argentino Javier Milei, in un duro attacco televisivo, ha accusato il premier spagnolo Pedro Sánchez di sfruttare l'arrivo massiccio dei migranti per naturalizzarli e garantirsi così un bacino di voti utile a mantenere il potere. Questa crisi senza precedenti sarà ora affrontata in un vertice d'urgenza dei ministri dell'Interno dell'Unione Europea previsto per martedì. L'incontro, sostenuto apertamente anche dal primo ministro portoghese Luís Montenegro, è stato convocato a seguito di una lettera promossa dai governi di Italia e Danimarca, iniziativa che ha subito ottenuto il benestare della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.











