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L’industria automobilistica tedesca sta attraversando il momento più difficile della sua storia recente, che sta portando a una serie di grandi e coordinati piani di riduzione del personale. Volkswagen, uno dei più grandi produttori di auto al mondo, ha annunciato di recente la riduzione di circa 100mila posti di lavoro, mentre altre società come BMW e Mercedes-Benz stanno lavorando a piani di ridimensionamento che coinvolgeranno migliaia di persone.
Le cause della crisi sono la forte concorrenza della Cina, soprattutto nel settore dei veicoli elettrici, e scelte industriali sbagliate negli scorsi anni, che hanno reso meno competitive le automobili tedesche un tempo considerate tra le migliori per la loro qualità e affidabilità. La riduzione delle vendite e le riduzioni di personale sono inoltre una pessima notizia per l’economia della Germania, ormai in affanno da diversi anni e con potenziali conseguenze per il resto dell’Europa.
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Quasi tutte le aziende stanno cercando di gestire i tagli senza licenziamenti collettivi, ma intervenendo sui pensionamenti anticipati e le uscite volontarie, bloccando nel frattempo le nuove assunzioni. Volkswagen impiega complessivamente circa 630mila persone in tutto il mondo e già negli scorsi anni aveva presentato un piano di riduzione di circa 50mila dipendenti. A causa delle ulteriori contrazioni delle vendite e dei costi sempre più alti per il personale, ora la società ha raddoppiato il piano di riduzione del personale entro il 2030.











