Il gruppo tedesco riduce i costi a causa di calo delle vendite, concorrenza asiatica e altri fattori: ecco quali

Dopo il gruppo Volkswagen, anche BMW pianifica tagli a migliaia di posti di lavoro. Stando all’agenzia di stampa tedesca Dpa (Deutsche Presse-Agentur), il costruttore starebbe preparando un programma di riduzione dei dipendenti attraverso il ricambio naturale del personale e a una serie di esuberi volontari in Germania.

A rischiare sono 8.000 lavoratori su 154.000 nel mondo, di cui 84.000 in Germania. Gli addii partiranno a ottobre di quest’anno e termineranno alla fine del 2027. Sui conti dell’azienda pesano il calo delle vendite in Europa e Cina, la concorrenza degli stessi marchi asiatici nel Vecchio Continente, i nuovi dazi americani e le guerre fra Ucraina e Medio Oriente, che si sono aggiunte alla lunga coda della pandemia.

Sempre più concorrenza cinese

Nel dettaglio, le consegne di BMW a Pechino e dintorni nel 2025 sono diminuite del 12,5% rispetto al 2024; “colpa” del cambio di gusti degli automobilisti cinesi, adesso maggiormente interessati a marchi locali, diventati più bravi a realizzare veicoli in linea coi gusti dei clienti. Contemporaneamente sempre più brand orientali stanno sbarcando in Europa “rubando” fette di mercato: oggi valgono circa il 6%, contro il 3,5% del 2024.