Dopo i mega tagli di Volkswagen e Porsche anche la casa automobilistica tedesca Bmw inasprisce il piano di risparmi e riduce i posti di lavoro. Il consiglio di fabbrica e il management del gruppo quotato al Dax hanno raggiunto un accordo quadro per un programma di riduzione del personale: 8.000 posti di lavoro saranno eliminati a livello globale. Il piano di tagli partirà nell’ottobre di quest’anno e proseguirà fino alla fine del prossimo anno. L’obiettivo del gruppo è ottenere, dal 2028 in poi, risparmi annui per circa un miliardo di euro. È quanto riferisce oggi l’Handelsblatt citando fonti vicine all’azienda. Nelle ultime sei settimane rappresentanti dei lavoratori e vertici aziendali hanno negoziato i dettagli del programma, con l’obiettivo di raggiungere un’intesa prima dell’assemblea dei dipendenti prevista per oggi, mercoledì. All’incontro è invitato anche l’amministratore delegato Milan Nedeljkovic, che interverrà durante l’incontro. Secondo quanto riferito dall’Handelsblatt, l’ultima firma sull’accordo sarebbe stata apposta martedì. Le parti hanno quindi raggiunto un’intesa sui punti principali del piano.

Il caso Bmw si inserisce in una fase di profonda ristrutturazione dell’automotive tedesco. Anche gli altri grandi gruppi stanno intervenendo sui costi: Volkswagen ha annunciato un piano di riduzione del personale che potrebbe arrivare a circa 100 mila posti di lavoro entro il 2030, con una pesante revisione della capacità produttiva e dei siti industriali in Germania. Porsche, marchio del gruppo Volkswagen, ha previsto ulteriori tagli per circa 5 mila posti entro il 2035, che si aggiungono alle riduzioni già programmate, in risposta al calo della domanda in Cina e alle difficoltà della transizione elettrica. Anche la componentistica è sotto pressione: Bosch ha annunciato riduzioni del personale nella divisione Mobility, con migliaia di posti coinvolti, a conferma di una crisi che riguarda l’intera filiera dell’auto tedesca.