Anche BMW si prepara a intervenire sulla propria organizzazione per affrontare le difficoltà del mercato automobilistico globale. Dopo i piani annunciati da Volkswagen e Mercedes-Benz, anche il costruttore bavarese avrebbe deciso di avviare una riduzione del personale, con l’obiettivo di contenere i costi e proteggere la redditività in un contesto sempre più complesso.
Secondo quanto riportato dalla Deutsche Presse-Agentur (DPA), il gruppo potrebbe eliminare circa 8.000 posti di lavoro a livello mondiale. Parallelamente, Bloomberg riferisce che BMW starebbe preparando un programma di incentivi all’uscita volontaria destinato ai dipendenti tedeschi, con l’avvio previsto per ottobre 2026 e una durata che dovrebbe estendersi fino al 2027.
Incentivi all’esodo e piano di ristrutturazione
Stando alle indiscrezioni, il programma non prevederebbe licenziamenti immediati, ma sarebbe basato principalmente su uscite volontarie incentivate. Un portavoce del gruppo avrebbe inoltre confermato il raggiungimento di un accordo con il consiglio di fabbrica per avviare il piano di riorganizzazione in Germania.
La decisione arriva dopo un semestre difficile. Nei primi sei mesi del 2026, BMW ha registrato un calo delle vendite del 4,2% a livello globale, dato fortemente influenzato dalla contrazione del mercato cinese, dove le consegne sarebbero diminuite del 20,4%.










