Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"Si dice che in vigna sia meglio poca acqua, che tanta acqua. Il vero problema però è che di acqua non se ne vede proprio…". Mamete Prevostini (foto), presidente Consorzio Tutela Vini di Valtellina, per il momento non cede ad allarmismi di sorta – "siamo ai primi di agosto, tutto può davvero ancora accadere" – anche se il grande caldo di queste settimane, in particolare quello quasi insopportabile degli ultimi giorni, comincia a mostrare i propri effetti anche in vigna. A cominciare dalla maturazione degli acini. "Siamo sicuramente un po’ avanti rispetto alla media del periodo, direi di una decina di giorni rispetto al solito, ora però la siccità sta provocando anche una sorta di ‘blocco’ nella invaiatura degli acini". Prevostini spiega tuttavia come in questo momento dell’estate sia non soltanto inutile, ma anche del tutto impossibile fare previsioni ragionevoli sull’annata, tanto sui tempi della vendemmia, quanto sulla qualità delle uve stesse. "La Valtellina non è la Franciacorta – dice ancora –. Aspettiamo e guardiamo il cielo, anche perché con un po’ di acqua ci si sistema…". E gli occhi continuano a puntare verso l’alto, oltre il profilo delle montagne che circondano la valle.