Roma, 3 agosto 2026 – Dopo il provvedimento della Corte d’Appello di Milano, che impone la chiusura dell’area a caldo, sindacati ed enti locali parlano di una “bomba sociale“, con decine di migliaia di lavoratori a rischio.

“Sì, purtroppo il provvedimento ha innescato una “bomba sociale“, perché le condizioni poste sono considerate tecnicamente impossibili da realizzare in 90 giorni – avvisa senza mezzi termini il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso - I commissari saranno quindi obbligati a procedere alla chiusura degli impianti dell’area a caldo. Noi dobbiamo provare a disinnescarla. Per riuscirci servono la massima responsabilità da parte di tutti e azioni immediate: abbiamo pochi giorni di tempo”.

Come intervenire?

“Abbiamo convocato una serie di riunioni con tutti gli attori coinvolti. Ovviamente si inizia con i sindacati, domani mattina, come concordato al tavolo di Palazzo Chigi, al fine di predisporre un piano straordinario che disinneschi, per quanto possibile, le conseguenze produttive e occupazionali. Poi incontreremo le aziende dell’indotto, che subiranno il primo e immediato impatto del provvedimento. Alcune hanno già annunciato la sospensione delle attività”. Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy