Jindal presenta un proposta "aggiornata" ora al vaglio dei commissari. Oggi al Mimit doppio appuntamento sul futuro dello stabilimento, prima il tavolo Taranto, poi quello con il mondo dell'industria, entrambi alla presenza del ministro Urso. Presentati anche progetti di sviluppo industriale e i nuovi investimenti nell’area
La notizia arriva al termine della seconda, lunga giornata dedicata all'ex Ilva, al ministero delle Imprese e del Made in Italy, sede dei tavoli tecnici calendarizzati a seguito del vertice dello scorso 28 luglio a Palazzo Chigi (ieri quello con i sindacati). Arriva sull'uscio di Palazzo Piacentini, per bocca del numero uno di Confindustria, Emanule Orsini: “Viste le nuove condizioni dello stabilimento dell’Ilva, ovviamente si aprono le condizioni per valutare una cordata italiana che abbia a cuore l’industria di base del Paese" perché "oltre alle persone, dietro l’Ilva ci sono filiere importantissime”, dice il presidente degli industriali uscendo su via Veneto al termine del tavolo.
“C'è un interesse a valutare, da parte dei nostri acciaieri, dei nostri imprenditori, la nuova condizione di Ilva perché venendo a mancare la parte a caldo cambia, ovviamente, l'oggetto. Sono contento che ci sia questa apertura e la possibilità, in tempi rapidi, di poter dare delle risposte”, afferma Orsini. Certo, "bisogna capire quali sono le nuove condizioni, è quello che stiamo cercando di fare con i nostri imprenditori volenterosi” e “speriamo che questo lavoro porti buoni frutti, noi stiamo lavorando perché questa condizione si possa avverare”. Con lui, stamattina al Mimit c'era, tra gli altri, il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, che ha poi confermato le parole di Orsini: "Siamo impegnati a esaminare il dossier e a verificare se sussistano le condizioni e le possibilità per promuovere una cordata di operatori siderurgici italiani finalizzata al rilancio degli impianti non interessati dal blocco disposto dalla sentenza".












