di Giovanni Longonidomenica 2 agosto 20264' di letturaÈ tutta una questione di prospettiva. La legge di naturalizzazione voluta dal governo spagnolo, le sentenze della magistratura iberica e il conseguente disastro di Ceuta hanno provocato la reazione critica di quasi tutta l’Unione europea, ben 22 Paesi su 27, e Pedro Sánchez, il leader socialista di Madrid, ha dichiarato che «l’Europa sta inviando un messaggio errato» e che «la solidarietà e l’empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no». Insomma sarebbe Madrid a incarnare la genuina risposta europea; non l’Europa. Pedro sembra Renato Pozzetto, l’Artemio de “Il ragazzo di campagna”, il quale rimane intrappolato in un camion e grida agli altri: «Siete rimasti chiusi fuori!».IL NUMERO 22

Sì, non può che essere tutta una questione di prospettiva. Lo scorso 6 aprile il premier spagnolo Pedro Sánchez posò per i social indossando una casacca da calciatore con il numero 22 sulle spalle: voleva celebrare il raggiungimento di quota 22 milioni di iscritti alla previdenza sociale. Stavolta il 22, da numero fortunato e feticcio è diventato il simbolo dell’insuccesso e dell’isolamento internazionale della sinistra spagnola. Anche tra i quattro Paesi che non hanno firmato la lettera di Meloni e Frederiksen, le critiche a Madrid non sono mancate: Macron ha offerto solidarietà a Sánchez però intanto la Francia ha aumentato i controlli alle frontiere, dopo un confronto con il nostro governo. Nemmeno Lisbona è felicissima della situazione. A Pedro restano l’Irlanda e il Lussemburgo. Un lusso davvero.VAMOS A BAILAR