Quando alle 10,25 di quel 2 agosto – di cui oggi cade l’anniversario – l’orologio alla stazione di Bologna fu fermato dall’esplosione, la redazione del Manifesto a Roma si mise subito in movimento. Non erano passati che pochi minuti, era il 1980 e c’erano scarsi strumenti di comunicazione, ma la notizia arrivò velocissima, tra noi redattori c’erano diversi bolognesi, e non era un caso. Perché la novità politica di quel gruppo di intellettuali dirigenti del Pci, Rossanda, Pintor, Caprara, Magri, Natoli, Castellina, radiati dopo che avevano osato scrivere su quella rivista, che evocava Il Manifesto di Karl Marx, “Praga è sola” contro l’invasione dei carri sovietici, aveva aperto crepe profonde in quella comunità di cui l’Emilia rossa era la culla.

Non fu un caso il fatto che proprio sulla cellula delle Brigate Rosse nata a Reggio Emilia e cresciuta nella cultura dei padri partigiani, nel 1978, dopo il rapimento di Aldo Moro, Rossana Rossanda avesse scritto il famoso articolo “sembra di sfogliare un vecchio album di famiglia”. E sarà Bologna, un po’ di anni dopo, con l’elezione di Giorgio Guazzaloca, a dare alla città un sindaco eletto con i voti del centrodestra. La notizia sbarcò sulla prima pagina del New York Times. Crepe sul fianco sinistro, sfarinamento dall’altra parte. La mitica comunità emiliana, sempre evocata con orgoglio dagli amministratori, non esiste da tempo, e comunque è diventata altro. Ma non manca mai all’appuntamento del 2 agosto, nel nome di una piazza che da antifascista è ormai diventata antigoverno, se a palazzo Chigi ci sono “gli altri”. E quell’Associazione dei parenti delle vittime che nel corso della storia ha aggiunto al ricordo e alla commozione un cappello politico che sa di partito angusto e chiuso, con i presidenti che si susseguono, da Torquato Secci che non c’è più, a Paolo Bolognesi che poi è andato in parlamento, fino all’attuale Paolo Lambertini, che ripetono la stessa cosa. E usano sempre, come scrisse qualche anno fa lo storico Giovanni Orsina, “la storia come una clava da dare in testa a tutta la destra degli ultimi trent’anni”. E ogni anno, ogni 2 agosto, si ripete il rituale.