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Greta La Rocca

I piccoli sono più vulnerabili perché il loro organismo, in proporzione, contiene più acqua di quello degli adulti. Ecco perché idratarsi deve diventare un'abitudine naturale, anche quando non si ha sete

Una lieve disidratazione può compromettere concentrazione, memoria e benessere psicofisico dei bambini e nella maggior parte dei casi accade che né i piccoli né i genitori se ne accorgano. Sensibilizzare sull’importanza dell'acqua durante lo sviluppo e la crescita dei più piccoli è uno dei compiti dell'Associazione Nazionale Specialisti e Scienziati dell’Alimentazione (Ansisa). La presidente Hannas Cena, responsabile del Laboratorio di Dietetica e Nutrizione Clinica all’Università di Pavia, spiega: «L’idratazione è fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo e del cervello. Numerosi studi suggeriscono che anche una lieve disidratazione può influire negativamente sull’attenzione, sulla memoria a breve termine, sulla vigilanza e sul rendimento cognitivo dei bambini, pur senza provocare sintomi evidenti. I bambini sono particolarmente vulnerabili perché il loro organismo contiene proporzionalmente più acqua rispetto a quello degli adulti, il ricambio idrico è più rapido e spesso non riconoscono tempestivamente il senso della sete o, semplicemente, sono così coinvolti nel gioco da dimenticare di bere».