Perdere più liquidi di quanti se ne assumono è il meccanismo alla base della disidratazione: un processo che può innescarsi in modo subdolo, silente, soprattutto durante i mesi estivi, quando le temperature elevate accelerano la sudorazione e il corpo fatica a mantenere il proprio equilibrio idrico. E capite bene che l’acqua, essendo un componente fondamentale del nostro organismo (in un adulto rappresenta il 60% circa del peso corporeo), non può scarseggiare se si vuole rimanere in buona salute.Eppure la disidratazione è una condizione parecchio diffusa. In uno studio condotto da un gruppo di ricercatori guidati dal prof. Andreas Flouris, dell'Università della Tessaglia in Grecia, sono stati presi in considerazione 139 lavoratori in tutta Europa. È stato scoperto che il 70% di questi era disidratato a un livello tale che questa condizione poteva influire negativamente sul pensiero e persino sul controllo dei movimenti.I sintomi della disidratazione sono spesso sottovalutati - sete intensa, mal di testa, stordimento, bocca secca, urine scure e maleodoranti, pressione arteriosa bassa - ma possono peggiorare rapidamente se non si interviene in tempo. Il nostro Ministero della Salute raccomanda di bere almeno un litro e mezzo d'acqua al giorno, aumentando la quantità in caso di caldo, attività fisica intensa o febbre.È fondamentale ricordare che alcune categorie, come le persone anziane, possono non avvertire lo stimolo della sete anche in stato di disidratazione, il che rende ancora più importante bere in modo regolare e preventivo. Attenzione anche ad alcol e caffeina: entrambi favoriscono la perdita di liquidi, aggravando la situazione anziché migliorarla. Chi segue terapie farmacologiche con diuretici o lassativi, farmaci che stimolano l'eliminazione di liquidi dall'organismo, farebbe bene a consultare il proprio medico prima di modificare le abitudini di idratazione.