La vicenda riguarda un camiomista padovano che nel 2019 aveva comprato una schedina vincente. Dopo la sua morte, la moglie ha ereditato il patrimonio. Ma ora la prima moglie ne vuole una parte
Una vincita da record, due matrimoni e una richiesta economica destinata a finire davanti a un giudice. Ora la vedova dell’uomo che nel 2019 aveva incassato oltre 209 milioni di euro al Superenalotto potrebbe essere chiamata a versare un assegno all’ex moglie del marito. Non si tratta, però, di un obbligo già accertato: la donna ha avviato la procedura per ottenere il cosiddetto assegno successorio e saranno i magistrati a verificare se ne esistono i presupposti.
La schedina vincente del camionista padovano che ha cambiato vita
La vicenda è stata ricostruita dall’agenzia AGI sulla base delle informazioni fornite dall’Associazione Italia, alla quale si è rivolta la prima moglie. L’identità del vincitore del jackpot non era mai stata resa pubblica: Sisal aveva comunicato soltanto che la schedina vincente, giocata il 13 agosto 2019 al bar Marino di Lodi, era stata presentata per la riscossione attraverso un istituto bancario. Il premio ammontava a 209.160.441 euro.
Secondo il racconto dei legali, dietro quella schedina ci sarebbe stato un camionista padovano, allora 49enne, che l’avrebbe acquistata durante una trasferta di lavoro. Dopo la vincita l’uomo avrebbe lasciato il suo impiego, cambiato casa e automobile e investito parte del denaro. In seguito avrebbe divorziato dalla prima moglie, una donna residente nel Varesotto che lavorava come addetta alle pulizie, riconoscendole un assegno divorzile di 6.300 euro al mese.










